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Laser chirurgia cutanea

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Laser CO2 ablativo e frazionale con radiofrequenza

Il laser è uno strumento in grado di emettere un raggio luminoso monocromatico, coerente e collimato in grado di produrre degli effetti su un tessuto biologico come la nostra pelle. Il laser CO2 è il sistema laser maggiormente versatile nel panorama dermatologico. La gestione sempre più raffinata degli impulsi consente di ottimizzare la cessione di calore ai tessuti riducendo al minimo i possibili effetti collaterali. Il CO2 è il laser di scelta per la laserchirurgia cutanea potendo essere utilizzato per la rimozione di numerose lesioni cutanee quali lesioni pigmentate melanocitarie e non melanocitarie, lesioni vascolari quali angiomi rubino e angiomi stellati, lesioni virali (verruche, condilomi acuminati, molluschi contagiosi, etc), lesioni pre-cancerose e cancerose superficiali (cheratosi attiniche, epiteliomi basocellulari superficiali, M. di Bowen), lesioni delle mucose (cisti mucoidi, lesioni genitali, leucoplachie, papillomi, etc). L’introduzione di sistemi di scansione del raggio laser permette di trattare superfici estese uniformando l’azione ablativa del laser ottenendo una completa e armonica guarigione (skin resurfacing).

I laser CO2 emettono una radiazione luminosa di 10600 nm. Il mezzo attivo è una miscela gassosa costituita da anidride carbonica, elio ed azoto. Il cromoforo del laser CO2 è l’acqua intra ed extracellulare. L’energia assorbita viene trasformata in calore che porta l’acqua in ebollizione con passaggio dallo stato solido a quello gassoso. La produzione di vapore all’interno delle cellule porta all’esplosione delle stesse. Una parte di queste cellule raggiunge temperature altissime al di sopra dei 1000°C passando allo stato volatile con conseguente produzione di fumi. Se questo processo avviene in tempi brevi il danno termico da diffusione di calore ai tessuti sani circostanti la lesione sarà minimo.

Questa caratteristica, alla pari con la gestione dell’impulso, consente di operare con estrema precisione attuando vaporizzazioni del tessuto, attraverso passaggi successivi che conducono progressivamente al risultato clinico (end-point).

Il resurfacing ablativo ottenuto mediante una sorgente CO2 rappresenta ancora il gold-standard per il fotoringiovanimento del volto. Tuttavia, a questa metodica sono associati lunghi tempi di guarigione, eritema persistente, pigmentazioni post-infiammatorie e possibili complicazioni infettive. Il nuovo laser CO2 frazionale è stato messo a punto cercando di sfruttare gli aspetti positivi del resurfacing ablativo riducendo però il periodo di guarigione e gli effetti collaterali.

 

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Cisti mucoide dopo trattamento con laser CO2

 

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Xantelasmi prima e un mese dopo laser CO2

 

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Verruche piane 20 giorni dopo laser CO2

 

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Cheratosi seborroica prima e un mese dopo laser CO2 ablativo

 

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Nevo papillomatoso prima e 40 giorni dopo laser CO2 (immagine 3D)

 

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Stessa paziente. Immagine 2D con dermatoscopia

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